Come preparo la pizza fatta in casa soffice e croccante: guida passo passo da provare subito

Come preparo la pizza fatta in casa soffice e croccante: guida passo passo da provare subito

Dimenticate le consegne a domicilio e le basi surgelate. Oggi, il tempio della pizza si sposta tra le mura di casa vostra. Con la nostra guida, vi sveleremo i segreti per trasformare la vostra cucina in una vera pizzeria napoletana. Realizzare una pizza soffice dentro e croccante fuori non è un’utopia riservata ai pizzaioli professionisti, ma un’arte alla portata di tutti. Seguiteci in questo viaggio sensoriale dove la farina si sposa con l’acqua e il calore del forno dà vita a una magia che profuma di tradizione. Siete pronti a mettere le mani in pasta? Allacciate i grembiuli, l’avventura sta per cominciare.

40 minuti

15 minuti

medio

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Il cuore della pizza: l’impasto perfetto

In una piccola ciotola, sciogliete il lievito di birra secco e lo zucchero in circa 100 ml di acqua tiepida presa dal totale. Lasciate riposare per una decina di minuti, finché non vedrete formarsi una leggera schiuma in superficie: questo è il segnale che il vostro lievito è vivo e pronto all’azione. Nel frattempo, nella ciotola della vostra planetaria (o in una ciotola capiente se impastate a mano), versate la farina e il sale. Azionate la macchina a bassa velocità e versate a filo il composto di lievito. Aggiungete poi la restante acqua e, infine, l’olio d’oliva.

2. L’arte dell’impasto: la maglia glutinica

Aumentate leggermente la velocità e lasciate che la macchina lavori l’impasto per almeno 10-15 minuti. Dovrete ottenere un composto liscio, omogeneo ed elastico che si stacca perfettamente dalle pareti della ciotola. Per capire se l’impasto è pronto, potete fare la prova del velo. Prendetene un piccolo pezzo e tiratelo delicatamente con le dita: se riuscite a formare un “velo” sottile e traslucido senza che si strappi, significa che la maglia glutinica, ovvero la rete di proteine che dà struttura alla pizza, si è sviluppata correttamente.

3. Il riposo del guerriero: la prima lievitazione

Formate una palla con l’impasto, ungetela leggermente d’olio e riponetela in una ciotola pulita. Coprite con pellicola trasparente o un canovaccio umido e lasciate lievitare in un luogo caldo e al riparo da correnti d’aria (come il forno spento con la luce accesa) per circa 2-3 ore, o comunque finché il suo volume non sarà raddoppiato. La pazienza in questa fase è la vostra migliore alleata.

4. La divisione dei panielli: la seconda magia

Trascorso il tempo di lievitazione, trasferite delicatamente l’impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato con la semola rimacinata. Sgonfiatelo con delicatezza, senza maltrattarlo, e dividetelo in quattro porzioni uguali di circa 200-220 grammi ciascuna. Formate delle palline lisce e omogenee, i cosiddetti panielli. Disponeteli su una teglia spolverata di semola, ben distanziati tra loro, copriteli di nuovo e lasciateli riposare per un’altra ora.

5. Accendiamo i motori: la preparazione del forno

Questo è un passaggio cruciale. Almeno 45 minuti prima di infornare, posizionate la pietra refrattaria sulla griglia centrale del forno e accendetelo alla massima temperatura possibile (idealmente 250°C o più). La pietra deve diventare rovente per garantire uno shock termico che renderà la base della pizza croccante e ben cotta.

6. La stesura a mano: il segreto del cornicione

Spolverate abbondantemente il piano di lavoro con semola rimacinata. Prendete un paniello e, con la punta delle dita, iniziate a premerlo dal centro verso l’esterno, lasciando un bordo più spesso di circa un centimetro: questo diventerà il famoso cornicione, il bordo alto e soffice della pizza. Ruotate il disco di pasta e continuate ad allargarlo fino a raggiungere il diametro desiderato. Evitate assolutamente il mattarello, che schiaccerebbe le bolle d’aria formatesi durante la lievitazione, compromettendo la sofficità del cornicione.

7. Il momento creativo: la farcitura

Trasferite il disco di pasta sulla pala per pizza, anch’essa spolverata di semola. Condite con un velo di polpa di pomodoro che avrete precedentemente salato leggermente, un filo d’olio extra vergine d’oliva e una spolverata di origano. Siate generosi ma non esagerate, per non appesantire la pizza e rischiare che non cuocia bene. Per la mozzarella e altri ingredienti umidi, è meglio aggiungerli a metà cottura per non bagnare l’impasto.

8. Il gran finale: la cottura

Con un movimento rapido e deciso, fate scivolare la pizza dalla pala alla pietra refrattaria rovente. Chiudete subito il forno e cuocete per circa 8-12 minuti. Il tempo esatto dipende dalla potenza del vostro forno. La pizza sarà pronta quando il cornicione sarà dorato e gonfio e la base ben cotta. Sfornate e servite immediatamente.

Giulia Benedetti

Il trucco dello chef

Il segreto per un pomodoro da vero professionista? Non cuocetelo mai prima. Utilizzate una polpa di pomodoro San Marzano di altissima qualità, scolatela leggermente dal suo liquido e schiacciatela semplicemente a mano o con una forchetta. Conditela solo con un pizzico di sale. Il calore del forno farà il resto, sprigionando un sapore fresco e autentico che farà la differenza.

Abbinamenti perfetti

Per esaltare il sapore di questa pizza, l’abbinamento è fondamentale. Un grande classico è un vino rosso giovane e fruttato, non troppo corposo, come un Chianti Classico o un Barbera d’Asti. Se preferite i bianchi, un Vermentino di Sardegna o una Falanghina campana, con la loro freschezza e sapidità, puliranno il palato a ogni morso. E per chi ama la birra? Una birra artigianale chiara, tipo Lager o Pilsner, è la scelta ideale per la sua semplicità e capacità di non sovrastare il gusto della pizza.

Informazione in più

La pizza, come la conosciamo oggi, è un’icona della gastronomia italiana nel mondo, ma le sue radici affondano nella storia antica. Tuttavia, è a Napoli nel XVIII secolo che nasce la pizza moderna. La leggenda narra che nel 1889, il pizzaiolo Raffaele Esposito creò la ‘Pizza Margherita’ in onore della Regina Margherita di Savoia, utilizzando ingredienti che richiamavano la bandiera italiana: il pomodoro (rosso), la mozzarella (bianco) e il basilico (verde). Questo piatto, nato come cibo povero, è oggi patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO, un simbolo di convivialità e artigianalità.

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